Dolce Vita 91 (Novembre/dicembre 2020) Libro
Dolce Vita

Dolce Vita 91 (novembre/dicembre 2020)

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EDITORIALE

Fu un italiano, Giulio Natta, a inventare la plastica e a vincere un Nobel per questo, quasi sessant’anni fa. Nelle motivazioni si legge: «Le conseguenze scientifiche e tecniche della scoperta sono immense e ancora non possono essere valutate pienamente». Per decenni questo materiale ha risolto una miriade di problemi all’umanità, ma oggi ne rappresenta uno enorme: non sappiamo più dove metterla né come distruggerla senza avvelenarci, fa strage di ecosistemi e s’insinua nel nostro corpo con rischi per la salute ancora sconosciuti. Nonostante negli anni siano state brevettate delle alternative sostenibili, gli interessi economici intorno al petrolio sono ancora troppo grandi per permettere un vero cambiamento.

La storia della plastica non è diversa da quelle di tante altre innovazioni straordinarie nate per soddisfare i bisogni dell’uomo e in grado di migliorarne davvero le condizioni di vita, per poi finire strumentalizzate da una élite di ricchi sempre più ricchi. Questo percorso si è ripetuto nei secoli a spese delle risorse del pianeta. I cambiamenti climatici, la perdita della biodiversità, l’acidificazione degli oceani, lo sfruttamento eccessivo del terreno, l’inquinamento chimico, la dispersione dei gas nell’atmosfera non sono altro che sintomi dello scompenso indotto dal progresso tecnologico, spesso poco sostenibile, sulla nostra casa, la Terra.

Oggi che i cambiamenti climatici minacciano la nostra stessa sopravvivenza, la rivoluzione tecnologica già in atto che raccontiamo in questo numero, se indirizzata verso il bene comune e la giustizia sociale, può contribuire a salvarci. Se in poco tempo abbiamo creato la bomba atomica per distruggere il mondo, non c’è dubbio che insieme, con ingegno, mezzi e determinazione possiamo anche salvarlo.